Morigerati, arroccato su uno sperone roccioso nell’entroterra del Golfo di Policastro, è uno dei borghi più suggestivi del Cilento. Definito «paese-ambiente», è l’unico comune della provincia di Salerno insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Qui, immerso nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il visitatore trova un equilibrio raro: da un lato un centro storico medievale fatto di vicoli, sottopassi e portali in pietra; dall’altro lo spettacolo naturale dell’Oasi WWF delle Grotte del Bussento, dove il fiume risorge dalla roccia dopo un lungo viaggio sotterraneo.
L’Oasi WWF e le Grotte del Bussento
Il cuore naturalistico di Morigerati è l’Oasi WWF «Grotte del Bussento», area protetta di circa 600 ettari inserita nella rete mondiale dei Geoparchi UNESCO per l’eccezionale valore del suo fenomeno carsico. Il fiume Bussento, dopo essersi inabissato in un gigantesco inghiottitoio nei pressi di Caselle in Pittari, percorre alcuni chilometri nelle viscere della terra per poi risorgere con forza proprio sotto l’abitato di Morigerati: si tratta dell’unico fiume d’Italia con un tragitto sotterraneo così lungo.
Il percorso natura, di circa 3 km tra andata e ritorno con un dislivello di 130 metri, parte da una mulattiera in pietra e conduce alla Grotta della Risorgenza, una grande camera illuminata naturalmente a cui si accede attraverso una scala scavata nel calcare e un suggestivo ponte di legno sul fiume. Lungo il cammino si incontra anche un antico mulino ad acqua del Settecento, rimasto funzionante fino agli anni ’60, dove un tempo gli abitanti scendevano a macinare il grano.
L’Oasi è uno scrigno di biodiversità: ospita la stazione di muschi e licheni più estesa del Sud Italia, oltre 270 specie vegetali tra cui rare orchidee selvatiche, e una ricca fauna fluviale dominata da una delle popolazioni di lontre più numerose d’Italia. Non mancano le splendide Cascate dei Capelli di Venere, tra felci, pozze d’acqua cristallina e rapide.
Approfondimenti istituzionali: la scheda dedicata sul portale del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e la pagina ufficiale di Italia.it.
I vicoli e i portali del borgo medievale
Una scalinata in pietra di circa 400 metri collega l’Oasi al centro storico di Morigerati, borgo medievale che conserva intatti i suoi caratteri architettonici originari. Arroccato in posizione difensiva, l’abitato si sviluppa su terrazzamenti che si chiudono ad anelli concentrici attorno al fulcro centrale, rappresentato dalla Chiesa di San Demetrio Martire e dal Palazzo Baronale.
Camminare per Morigerati significa attraversare un susseguirsi di vicoli, sottopassaggi e piccole piazze, dove ogni angolo restituisce la suggestione di tempi lontani, quando elementi naturali e costruiti vivevano in armonia. Le stradine lastricate sono impreziosite da eleganti portali in pietra che introducono ai palazzi nobiliari del borgo, testimonianza delle casate che vi si sono succedute nei secoli.
Le origini di Morigerati si perdono nella leggenda: si racconta sia stato fondato dagli antichi Morgeti, popolazione italica preromana, mentre l’attuale abitato nacque intorno all’VIII secolo grazie ai monaci greco-orientali in fuga dalle persecuzioni iconoclaste. Da non perdere la terrazza panoramica sul piazzale della Chiesa di San Demetrio, che affaccia sulla vallata del Bussento spaziando fino a Sicilì, al Monte Bulgheria e al Monte di San Michele.
Le bellezze architettoniche del borgo sono documentate sul portale del Touring Club Italiano.
Il Museo Etnografico della Civiltà Contadina
All’interno dell’ex Convento di Sant’Anna, Morigerati custodisce il suo Museo Etnografico, riconosciuto come museo etnografico regionale. Nato nel 1976 come museo silvo-pastorale della civiltà contadina grazie all’opera delle sorelle Florenzano, raccoglie una preziosa collezione di oggetti, utensili e manufatti che testimoniano la vita degli artigiani e dei contadini locali.
Oltre agli oggetti d’uso quotidiano, il museo conserva fotografie, filmati e registrazioni sonore della cultura tradizionale della Valle del Bussento, offrendo al visitatore un viaggio nella memoria collettiva del territorio. È la tappa ideale per completare l’esperienza di Morigerati, unendo la scoperta della natura a quella delle radici culturali del borgo.
Tradizioni, sapori e dintorni
La ricorrenza più sentita è la festa di San Demetrio, celebrata in ottobre con processioni che animano il borgo. Morigerati è un autentico «paese albergo», con una trentina di strutture ricettive tra agriturismi, B&B, case vacanza e appartamenti, dove l’accoglienza familiare incontra una cucina genuina a chilometro zero. Nella frazione di Sicilì si produce il celebre olio extravergine, l’«oro verde» del Cilento. Poco fuori dal centro abitato si trova anche l’antica Ferriera, una delle prime fabbriche di trasformazione del ferro realizzate nel Cilento a metà Ottocento.
Come arrivare e quando visitare
Morigerati dista una decina di chilometri in linea d’aria dal Golfo di Policastro. In auto si percorre l’A2 con uscita Padula-Buonabitacolo, si prosegue sulla SS 517 «Bussentina» con uscita a Caselle in Pittari e si seguono le indicazioni per il borgo. La visita all’Oasi richiede biglietto e si svolge lungo un percorso ben segnalato; il periodo migliore va dalla primavera all’autunno, mentre nelle giornate più calde d’estate la frescura della gola del Bussento offre un sollievo impagabile. Si consigliano calzature comode per affrontare scalinate e sentieri.
Morigerati vi aspetta: un borgo dove natura, storia e tradizione contadina si fondono in un’esperienza di turismo lento e autentico, nel cuore del Cilento più verde.
Fonti e approfondimenti: Italia.it · Touring Club Italiano · Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.


